martedì 23 febbraio 2010

La Francia investe sul suo futuro: ecco le cifre dei sussidi alla nascita


La Francia investe sul suo futuro: ecco le cifre dei sussidi alla nascita

Tanto per farci venire un piccolo attacco di invidia ... leggiamo l'articolo de "Il riformista" sui contributi alla nascita in Francia, la nazione che ha deciso di investire sul futuro tanto da reclamizzare il suo simbolo (La Marianna) con tanto di pancione: 178€ al mese per i primi tre anni di vita del bimbo, più un bonus alla nascita e due altri aiuti per baby sitter o simili. Questo per i genitori single con reddito max di 44.500€ o per famiglie monoreddito max 33.700€ di reddito, in crescita relativamente al numero dei figli...per ottenerlo non c'è bisogno di Isee e commercialisti vari: basta recarsi al caf (Casse sussidi familiari, ce ne sono 123 in tutta la Francia), esibire un documento di identità e certificato di nascita del bambino.Siamo sicuri di appartenere allo stesso pianeta?

per approfondimenti e scaricare articlo in PDF vitita il sito:

lunedì 22 febbraio 2010

Se l'evoluzione passa per il quoziente familiare


Aiutiamo i nuclei a investire sui figli
Se l'evoluzione passa per il quoziente familiare

di Aldo Di Benedetto

L’evoluzione culturale è una peculiarità che contraddistingue la nostra specie rispetto alle altre; essa ha la sua origine e si esprime nel tempo della crescita e dello sviluppo dell’individuo. Studi di etologia comparata dimostrano che rispetto alle altre specie l’uomo, alla nascita e durante il periodo dell’infanzia, è assolutamente inadeguato al proprio sostentamento indipendente. Il suo sviluppo è rapido fin verso il quinto anno di vita e poi rallenta progressivamente fino alla pubertà, quando riprende energicamente fino ad assumere le dimensioni corporee, la maturità sessuale e l’intelligenza dell’adulto. «Questo freno nello sviluppo non trova corrispettivi in altre specie ed è esclusivo della nostra, ma non sarebbe sopportabile se non intervenisse il supporto familiare» che, attraverso il processo educativo, accompagna il bambino, in questa lunga fase di incubazione intellettuale. Un altro aspetto che ci contraddistingue e che ha segnato una tappa importante della nostra evoluzione è il “tempo dell’amore”. Studi di sociologia comparata hanno dimostrato che, mentre altre specie possono accoppiarsi solo in alcuni periodi dell’anno, nella donna ciò è possibile sempre, e pare che sia stata propria questa specificità biologica a gettare le basi per la creazione dei primi nuclei familiari stabili, che avrebbero innescato la nascita delle prime società organizzate e l’evoluzione della cultura. Perché educazione, apprendimento e cultura hanno un’unica matrice che precostituisce le sue basi sociali nel nucleo familiare. In seguito l’uomo è riuscito a raggiungere traguardi inimmaginabili e sorprendenti nel campo delle arti, della ricerca e della tecnologia, attraverso progressi ulteriori nel campo scolastico e accademico, senza mai perdere di vista il percorso educativo e culturale, unitario e coerente, della persona: famiglia-scuola-lavoro-famiglia. Ciò che si può trarre da tali insegnamenti è che il “piccolo uomo” ha bisogno di un supporto familiare, fatto di cure e amore materno e paterno, che lo sappia indirizzare e lo accompagni in un lungo processo di maturazione biologica e culturale, al cui termine avrà acquisito valori etici e morali che lo guideranno per tutta la sua esistenza. Il supporto familiare comporta un adeguato sostegno economico con cui la famiglia viene messa nella condizioni di investire sui propri figli che, una volta adulti, saranno attori e protagonisti della vita sociale. Oggi, invece, assistiamo a una frammentazione dei rapporti familiari, alla ricerca spasmodica di successo nel marasma mass-mediatico, alla ricerca di una pseudo identità sociale e lavorativa da parte delle donne e pure degli uomini. La globalizzazione e massificazione dei costumi eccita forme mercantili inappropriate e narcisistiche, disaccoppiando drammaticamente la nostra esistenza dalle nostre origini biologiche e culturali. Le politiche sulla famiglia passano in secondo piano rispetto alle esigenze dei mercati, della finanza e della banche. Il vero problema, allora, è quello rilanciare un’economia sobria e duratura connotata di seri valori sociali, fondati sull’equità, sull’etica e sul merito, un’economia che abbia il suo baricentro sulla famiglia quale soggetto fiscale che conta, che ha la possibilità d’investire sul futuro dei figli e sul benessere civile, economico e culturale. Alcuni economisti del lavoro, tra cui Pietro Ichino, sostengono che l’attuazione del quoziente familiare disincentiva l’ingresso delle donne nel mercato del lavoro, o di uno dei due componenti il nucleo familiare. È questa una visione parziale della questione perché la problematica non riguarda solo il numero degli occupati che, al contrario, come argomentato da Luca Pesenti nel suo libro Politiche sociali e sussidiarietà, in altre nazioni come la Francia, dov’è in auge il quoziente familiare, è in crescita. La posta in gioco è ben altra, perché un sistema fiscale equo a vantaggio della famiglia consente di «trovare un equilibrio virtuoso tra figli e lavoro, senza costringere le donne a lavorare ma neppure senza costringerle necessariamente tra le quattro pareti domestiche», ma l’aspetto più qualificante consiste nel ridare valore economico e sociale al nucleo familiare e al suo determinante ruolo educativo e formativo. Con una fiscalità vantaggiosa, i genitori avrebbero più tempo e più tranquillità per l’educazione dei propri figli, perché nessun asilo nido e nessun servizio sociale può sostituire l’amore e l’affetto di un padre e di una madre, la responsabilità generazionale nel guidare al meglio i figli nello sviluppo fisico e intellettivo. Un tema così importante non può essere lasciato solo alla disquisizione di esperti in economia del lavoro, ma deve essere oggetto di una urgente decisione politica lungimirante, il cui impatto potrà avere un rilievo e un riverbero ampio, sia in campo sociale ma anche economico e culturale. Se l’obiettivo principale della politica è di rilanciare l’economia attraverso l’incremento dei consumi e della produzione, ciò non può essere considerato un fine ma solo un mezzo per dare tranquillità economica e benessere alla società più giusta e genuina, a partire dalle famiglie, non per rimettere ciecamente in gioco un mercato gonfiato dagli speculatori della finanza che, non dimentichiamolo, sono stati i maggiori responsabili della grave crisi economica in atto.

sabato 20 febbraio 2010

Fantabosco addio, la Rai uccide la tv dei ragazzi


Fantabosco addio, la Rai uccide la tv dei ragazzi

Niente più Melevisione o Trebisonda, né È domenica papà.

Via i programmi per bambini da RaiTre. La decisione di togliere i programmi per bambini da ottobre 2010 è stata presa inaspettamente dal Consiglio di amministrazione della tv pubblica italiana.
La ragione ufficiale? L’ottimizzazione dei costi e la necessità, in tempi di crisi, di risparmiare un po’. Ma, in realtà, c'è tanto da ottimizzare (e da risparmiare) nella tv pubblica che si parte dai più piccoli proprio perché si pensa che siano un "soggetto debole", specie se protetto - nella televisione pubblica - dall'aggressività degli spot.

Così dal prossimo ottobre - se non si leveranno i cori di protesta di migliaia di genitori, che ci furono, ad esempio, quando furono oscurati i Puffi dalle tv di Berlusconi - verranno cancellati gli appuntamenti quotidiani con la Melevisione, Trebisonda e il Tg dei ragazzi, con Zorro, i cartoni animati e i piccoli documentari, oltre a essere eliminati i programmi del weekend come il videogiornale del Fantabosco, “E’ domenica papà” e “Mamme in blog”.

venerdì 19 febbraio 2010

FIGLI E LAVORO: DUE REGIONI, DUE STORIE DIVERSE


FIGLI E LAVORO: DUE REGIONI, DUE STORIE DIVERSE

La natalità in Italia continua a essere bassa. Ma anche in un anno così generalmente depresso come il 2009, c'è chi ha resistito meglio e chi ha ceduto di più. La fecondità cresce in Emilia Romagna e scende ancora in Campania. Ovvero cala nella regione nella quale l'occupazione femminile è più bassa e sale nell'unica regione italiana che in proposito ha già superato gli obiettivi di Lisbona. Un risultato paradossale a prima vista, che si spiega con la ben diversa quantità e qualità dei servizi di conciliazione tra lavoro e famiglia.
La fecondità italiana stenta a rialzare la testa. Secondo le stime appena rilasciate dall’Istat, nel 2009 c’è stato addirittura un piccolo peggioramento rispetto all’anno precedente. Poca cosa: 1,41 contro 1,42. Però, indica che non stiamo facendo molto per uscire dal tunnel della denatalità. Ma anche in questo ambito, in un anno così generalmente depresso come il 2009, c’è chi ha resistito meglio e chi ha ceduto di più. Da questo punto di vista, i due casi estremi sono stati la Campania e l’Emilia Romagna.

Per approfondimenti visita il sito:

Asili nido comunali, aumentano le rette e le liste di attesa


Asili nido comunali, aumentano le rette e le liste di attesa

(Teleborsa) - Roma, 19 feb - 297 euro al mese che, considerando 10 mesi di utilizzo del servizio, portano la spesa annua a famiglia a circa 3.000€. Tanto costa mediamente in Italia mandare il proprio figlio all'asilo nido comunale, fra difficoltà di accesso, alti costi e disparità economiche tra aree del Paese difficili da giustificare: in una provincia, la spesa mensile media per il tempo pieno può avere costi anche tre volte superiori rispetto ad un'altra provincia, e doppi tra province nell'ambito di una stessa regione. Questo è quanto si legge nella nota di Cittadinanzattiva in merito all'indagine effettuata sugli asili nido comunali.

Per approfondimenti visita il sito:

martedì 16 febbraio 2010

sviluppare una cultura della conciliazione contro quella del conflitto


Bisogna sviluppare una cultura della conciliazione contro quella del conflitto.


Una separazione ogni tre matrimoni


Si rassegnino i romantici: la formula del «finché morte non vi separi» sembra non funzionare più e ogni tre matrimoni celebrati uno finisce con una separazione. A dirlo sono i dati più aggiornati a disposizione (quelli del ministero della Giustizia, relativi al primo semestre 2009): quasi 300 coppie sposate ogni mille chiedono la separazione, soprattutto consensuale. E a questa media bisogna aggiungere i 234 divorzi richiesti nel frattempo. Ma qui la crisi era iniziata già da un pezzo.I dati sulle separazioni presentano forti differenze se si scorre la cartina dell'Italia. Nel Centro-Nord ci si separa di più che al Sud; la regione che fa registrare il tasso maggiore di crisi è il Piemonte (associato alla Valle d'Aosta nella rilevazione) con 418 istanze di separazione ogni mille nozze; mentre i più fedeli risiedono in Basilicata (138 domande ogni mille matrimoni).Sociologi ed esperti si interrogano sulle cause.


Per approfondimenti e dati statistici vita il sito:


lunedì 15 febbraio 2010

SKY FAMILY IN TRENTINO


SKY FAMILY IN TRENTINO

Il Servizio Turismo e il p.s. Coordinamento politiche familiari della PAT, grazie al coinvolgimento di alcune stazioni sciistiche del Trentino di dimensione medio - piccole che da sempre sono orientate alla famiglia, hanno deciso di promuove una formula di tariffa denominata “SKI FAMILY IN TRENTINO”
L’intento è quello di offrire alle famiglie residenti in Trentino una nuova formula per avvicinarsi allo sci o praticarlo con maggior frequenza, in periodi e stazioni in grado di assicurare il massimo rispetto delle condizioni di qualità.

Come funziona SKI FAMILY IN TRENTINO?
DURANTE LA SETTIMANA:VIA LIBERA!Dal lunedì al venerdì puoi usufruire liberamente del servizio recandoti presso le stazioni aderenti e richiedendo l’applicazione della formula “SKI FAMILY IN TRENTINO”.L’abbonamento scelto (mattutino, pomeridiano, giornaliero,…) viene acquistato allo stesso prezzo di un abbonamento ordinario adulto; il medesimo skipass però viene trasformato in un abbonamento family che aprirà il tornello dell’impianto anche per i figli minori a seguito (il cui numero devi comunicare al momento dell’acquisto). Se ad esempio il genitore quel girono avrà due figli a seguito una volta passato lo skipass con ilclassico “bip”, il tornello sarò libero di girare tre volte lasciando passare il genitore con i due figli.Si tratta quindi di una soluzione pensata solo per la famiglia che scia e risale sempre assieme.

NEL FINE SETTIMANA: PRENOTA!Dalla mezzanotte del venerdì sarà disponibile su apposito sito dedicato (http://www.ski.familyintrentino.it/) la prenotazione per il week end: per usufruire del servizio il sabato e la domenica dovrai infatti stampare un apposito voucher (indicante tipo di abbonamento e numero di figli minori) da consegnare alla stazione aderente.
Per testare questa nuova formula e le modalità di gestione dei ticket il Servizio Turismo e il p. s. Coordinamento politiche familiari della PAT chiedono il contributo di alcune famiglie trentine.
Cosa ci viene richiesto: navigare nel sito dedicato, che pur se reso pubblico è in una fase ditest, e segnalare eventuali osservazioni, migliorie da apportare o malfunzionamenti,…Ciò si può fare sia nell’apposita area dedicata ai “commenti delle famiglie” o contattando direttamente lo Sportello Famiglia via mail o telefono. andare a sciare con la nostra famiglia per verificare sul campo l’offerta. Anche in questo caso si chiede di lasciare un commento o direttamente nel sito dedicato o di contattare via mail o telefono lo Sportello Famiglia.

Questa fase di test inizierà con sabato 13 e continuerà fino al 21 febbraio.Per maggiori informazioni è possibile contattare Alessandra o Valentinaallo Sportello Famiglia (tel. 0461/493144 -sportello.famiglia@provincia.tn.it).
Le località che aderiscono al progetto sono:
Alta Val di Non Panarotta Brocon Lavarone Polsa – San Valentino Pinzolo.

Contatore visite