lunedì 25 gennaio 2010

Politiche tariffarie tengano conto della composizione del nucleo familiare

Proposta di politiche tariffarie a misura di famiglia da applicarsi in occasione di attività Sportive e altro, proposte per i figli delle Famiglie organizzate dalle locali Amministrazioni Comunali e Comprensoriali o da Altri enti con contributo pubblico.

Visto che la attuale situazione socio-economica è piuttosto difficile e rischia di essere ancor più pesante per quelle realtà familiari “potenzialmente” più in difficoltà, ci auguriamo che le locali Amministrazioni, laddove consentito dalla normativa in vigore, adottino al più presto agevolazioni “mirate” con l’adozione urgente di regolamenti che prevedano politiche tariffarie, attente agli interessi generali e sociali che tengano conto della composizione del nucleo familiare. Partiamo dal presupposto che tutti i figli delle nostre famiglie dovrebbero avere la possibilità o almeno l’opportunità di partecipare ad una minima attività extra scolastica che può essere ricreativa, sportiva o altro. Sappiamo bene come tutte queste attività siano importanti per la crescita sociale dell’individuo, ma anche utili per la scoperta delle loro reali potenzialità. Per questo non possiamo non essere attenti e vicini alle Famiglie con figli, poiché queste possono avere per vari motivi, difficoltà anche economiche e forse, anche per questo, non iscrivono i figli alle attività proposte.

Per saperne di più e trovare il documento esplicativo anche in PDFvti invitiamo a visionare il sito: http://predazzo.blogolandia.it/2010/01/25/consulta-famiglie-valle-di-fassa-tariffa-family-t4-proposta-di-politiche-tariffarie-a-misura-di-famiglia/

domenica 24 gennaio 2010

Se il lavoretto estivo del figlio ti fa perdere 1500€ di detrazioni...




Se il lavoretto estivo del figlio ti fa perdere 1500€ di detrazioni...

Lettera di Gennaro e risposta di Mario Sberna (Presidente della Associazione Nazionale Famiglie Numerose)su un caso assurdo (ma non tanto raro): basta un lavoretto estivo dei figli (regolarmente denunciato) di anche 19€ superiore al tetto ammesso di 2851... per far perdere all'intera famiglia una buona fetta di detrazioni... e poi danno la colpa alla famiglia che non rende indipendenti i figli (leggi articolo sui bamboccioni...)

Ciao, devo sfogarmi....il primo dei miei 4 figli l'anno scorso ha fatto un lavoretto estivo per potersi comprare una moto rigorosamente usata!!!Ha avuto la "fortuna" di trovare un datore di lavoro che lo ha "messo a posto" e quindi, udite udite........Nel conguaglio delle detrazioni mi leveranno circa 1500 euro!!!!!!!!!!!! (1200 per i 4 figli + le detrazioni normali + tutte le spese sanitarie che non posso detrarre, nè io nè lui) a fronte di un guadagno pulito di 3000 euro!!!!!!!!Ma allora è proprio vero che il mondo è dei furbi!!!!!!!!!! se lo avessi lasciato al nero era tutto guadagno!!!!!!!Ma mi voglio illudere....... non è che qualche nostro amico politico può dire al sig Tremonti che tanto si riempie la bocca di famiglia, di provvedere con urgenza a portare il tetto del reddito per essere a carico almeno a 6000 euro (500x12) e non agli irrisori 2851,...di ora? Quanto gli costerebbe mai agevolare le famiglie numerose con un provvedimento simile?Visto che questi ragazzi devono sacrificarsi l'estate per avere qualcosina in più, perchè deve pagarne tutta la famiglia perchè i genitori sono fortemente penalizzati? Io provo nella mia folle illusione a raggiungere Tremonti da semplice cittadino via lettere o email, ma come si dice chi non risica non rosica....magari si avvera un miracoloGrazie per la pazienzaUn inc....to Gennaro

RISPONDE IL PRESIDENTE ANFN MARIO SBERNA
Carissimo Gennaro, hai perfettamente ragione ad arrabbiarti; pensa che mio figlio Francesco, per mantenersi gli studi, nel 2009 ha lavorato e incassato la somma lorda di euro 2.860. Giuro: 2860! Dunque non è più a carico per la fantastica somma di 19,49 euro (2860 meno la franchigia di 2.840,51 - ferma da almeno 15 anni, i vecchi 5.500.000 lire!). Per 19,49 euro, col 730 dovrò restituire oltre 700 euro di detrazioni. Che questa sia una vergogna non vi sono dubbi; l'abbiamo anche detto a Giovanardi durante un'incontro ma non abbiamo avuto risposta. Tremonti non sa nemmeno che siamo al mondo, le promesse elettorali sono tali e dunque possiamo solo arrabbiarci. Ti assicuro solo che ci proveremo ancora e sempre ma ho paura che le tue lettere, come le nostre, resteranno purtroppo lettera morta.L'unico che parla ancora di famiglie numerose è.. il Santo Padre! Che, purtroppo, non delibera leggi fiscali. Mah, andiamo avanti, e speriamo. Ciao Gennaro, un abbraccio forteMario --

http://www.famiglienumerose.org/news.php?idnews=4666

sabato 23 gennaio 2010

"Bonus Sport" ai ragazzi di famiglie in difficoltà


"Bonus Sport" ai ragazzi di famiglie in difficoltà

Coni, Provincia e Latterie Vicentine chiamano all'adesione anche i Comuni Messi a disposizione 100 euro per ogni richiesta di giovani iscritti a una delle mille società vicentine: l'esame va fatto dagli enti locali.
Nessuno deve rinunciare a fare sport, e se c'è una famiglia in difficoltà arrivano le istituzioni e gli sponsor a dare un aiuto economico.Questa è l'idea che sta alla base del "Bonus Sport", iniziativa avviata dal Coni vicentino in sinergia con l'Amministrazione provinciale e le Latterie Vicentine. Nella mattinata di ieri, l'iniziativa è stata resa nota agli amministratori comunali, che avranno una parte importante per quanto riguarda le modalità di attuazione della proposta. L'incontro, ospitato nella sala riunioni del Comitato provinciale Coni, è servito per illustrare le finalità del "Bonus Sport" e l'iter di accesso all'agevolazione per la pratica sportiva da parte dei ragazzi che praticano uno sport. «Mi dispiacerebbe che qualche ragazzo lasciasse l'attività sportiva perché non riesce a versare la quota richiesta dalla propria società sportiva - ha spiegato il presidente del Coni e assessore allo sport del comune di Vicenza, Umberto Nicolai - ecco perché si è deciso di venire incontro alle famiglie vicentine numerose che hanno figli impegnati nello sport».

per ulteriori dettagli visita il sito:

venerdì 22 gennaio 2010

Quando lo spettacolo non aiuta la cultura



Comunicato stampa dell’Associazione Italiana Persone Down
Quando lo spettacolo non aiuta la cultura



Molte volte ci sforziamo di realizzare buone trasmissioni culturali, di dare spazio ad una corretta informazione, di aiutare le persone a capire e rispettare le piccole e grandi diversità presenti nel mondo e nel nostro Paese. Tutto ciò è importante e utile, ma molti, moltissimi messaggi passano ad un più largo pubblico attraverso i cosiddetti programmi leggeri in cui anche una battuta può veicolare un più corretto modo di essere e di comportarsi.
Durante la trasmissione del Grande Fratello, spesso e volentieri alcuni dei partecipanti sono soliti condire le loro liti con l’epiteto "mongoloide".
Hanno iniziato in dicembre, mentre i concorrenti erano a tavola per la cena, (la puntata su canale 5 era finita da un' ora o forse più, la diretta continuava sul Canale extra 1 di Mediaset Premium) e la concorrente Carmela l'ha urlato come fosse il peggiore degli insulti, e da allora non hanno più smesso.
Il reiterarsi di questi spiacevoli episodi fa male; fa male alle 49.000 persone con la sindrome di Down e alle loro famiglie che vivono in Italia e che lottano ogni giorno per far capire che avere la sindrome di Down, essere “mongoloide”, non vuol dire essere sciocchi e incapaci e quindi degni solo di disprezzo. Avere la sindrome di Down vuol dire avere un ritardo mentale, ma essere comunque persone, persone che vanno a scuola, che si sforzano di acquisire una certa autonomia, che qualche volta lavorano, che ridono, che piangono, che hanno dei sentimenti, che sanno dare e ricevere.
Da tempo lavoriamo per abbandonare il termine mongoloide proprio perché troppo spesso usato in senso dispregiativo, ma quello che davvero vogliamo non è solo abbandonare la parola, ma abbandonare l’idea che si possa disprezzare una persona.
Chi fa televisione sa che molte persone lo vedranno e lo ascolteranno, deve sapere di avere delle responsabilità, di fare, a volte suo malgrado, cultura. E se domani due bambini giocando davanti alla scuola si scherniranno chiamandosi “mongoloide”, deve sapere che ha contribuito a rinforzare questo comportamento anziché ridurlo.
Le scuse non servono a cancellare l’offesa, ma aiutano a rimettere al centro le persone. Per queste ragioni l’Associazione Italiana Persone Down chiede alla trasmissione “Grande Fratello” di chiedere scusa a questa, forse piccola parte di Italiani, ma non per ciò meno degna di rispetto.

Ufficio Stampa
Associazione Italiana Persone Down
Viale delle Milizie 106, 00192 Roma, tel.063723909

giovedì 21 gennaio 2010

FAMIGLIA: GIOVANARDI, INSEDIATO NUOVO OSSERVATORIO NAZIONALE


FAMIGLIA: GIOVANARDI, INSEDIATO NUOVO OSSERVATORIO NAZIONALE


(ASCA) - Roma, 21 gen - Si e' insediato oggi il nuovo Osservatorio nazionale sulla famiglia, presieduto dal Sen.Carlo Giovanardi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri delegato alle politiche per la famiglia, e composto, oltre che dal Comitato scientifico, dai rappresentanti dei Ministeri e degli enti locali, dai delegati delle Associazioni familiari e del terzo settore, nonche' dai rappresentanti delle Associazioni di rappresentanza delle categorie del mondo del lavoro.Tutti gli intervenuti - informa una nota - hanno apprezzato la ripresa dei lavori dell'Osservatorio dopo le modifiche apportate dal Governo alla sua organizzazione e l'impostazione impressa ai lavori dal presidente Giovanardi e dal prof. Donati, Direttore del Comitato tecnico-scientifico, che hanno particolarmente insistito sulla necessita' di affrontare insieme a tutti i protagonisti istituzionali, in uno spirito di dialogo e collaborazione, il tema della famiglia, cosi' come scolpita nell'art. 29 della Costituzione, da considerarsi sempre piu' risorsa sociale e non certo problema.Primo vero banco di prova per il nuovo Osservatorio sara' la predisposizione del Piano nazionale sulla Famiglia che sara' discusso in un clima di aperto confronto nel corso della prossima Conferenza nazionale di Milano. Quest'ultimo appuntamento, previsto per novembre, dovra' fornire risposta anche su altri importanti temi sui quali il Governo lavora da tempo come le politiche per la natalita' e per l'infanzia, la conciliazione dei tempi di cura e dei tempi di lavoro, la presenza nelle famiglie dei non autosufficienti e degli anziani, l'immigrazione e le misure fiscali a favore delle famiglie.

famiglia. Buoni vacanza, debutto col boom


Famiglia. Buoni vacanza, debutto col boom

Più di 2mila richieste nel primo giorno di attività del sito

Nel primo giorno utile per prenotare i Buoni vacanza, ieri, sono state presentate duemila domande. È di tutto rilievo il debutto dei Buoni vacanza, il contributo statale per la villeggiatura offerto alle famiglie a basso reddito. Grande la soddisfazione del ministro Brambilla, che dice: «i dati evidenziano come proprio le famiglie numerose e a più basso reddito hanno voluto cogliere l'opportunità».
sul suo sito, però, l'Associazione Famiglie Numerose - che pure invita a precipitarsi a prenotare - muove qualche critica: «Per chi ha steso il regolamento dei buoni vacanze, i nuclei familiari di 4 persone hanno le stesse esigenze e spese di quelli formato da 5, 6, 8 , 10, 12 persone. Tanto non ne esisteranno certo... e poi, mica vorranno andare in vacanza? Anzi, che ci vadano i single, quelli con 20.000 € di reddito (per la famiglia con 4 o più componenti il tetto è "innalzato" solo a 35.000 €) che di sicuro saranno, come nel caso della social card della famiglia, i maggiori destinatari del contributo. Vogliamo scommettere?».
Per info e prenotazioni: http://www.buonivacanze.it/




COPPIE DI FATTO: PATRIARCATO VENEZIA, DISCRIMINATO MATRIMONIO


COPPIE DI FATTO: PATRIARCATO VENEZIA, DISCRIMINATO MATRIMONIO


(AGI) - Venezia, 21 gen. - Sulla delibera del Comune di Venezia che permette anche alle coppie di fatto di accedere agli alloggi popolari, interviene oggi il Patriarcato di Venezia esprimendo il proprio dissenso e la sua preoccupazione. "Il Patriarcato di Venezia - si legge in una nota - considerando che viviamo in uno Stato laico, dove per laicita' si intende un valore positivo per il quale tutti, nessuno escluso, possono intervenire nella discussione pubblica - non puo' non esprimere il proprio disagio e la propria contrarieta'. La Chiesa veneziana, attraverso l?azione delle comunita' parrocchiali e dei parroci, accoglie tutti senza alcuna discriminazione e non intende entrare nelle scelte di vita che ciascuno liberamente intraprende, ma esprime le sue osservazioni. Tale provvedimento, infatti, pone sullo stesso piano la famiglia fondata sul matrimonio - una realta' oggettiva sussistente in una unione pubblica tra un uomo e una donna, il cui significato intrinseco e' dato dalla sua capacità di generare, promuovere e proteggere la vita - e la cosiddetta famiglia anagrafica, una realta' cioè affatto diversa, che assume rilievo a livello normativo solo agli scopi circoscritti propri dello strumento anagrafico. Tale strumento ha come finalita' la registrazione delle persone residenti o dimoranti nel Comune e serve a fornire un quadro conoscitivo basato sul solo elemento (di fatto) della coabitazione, senza poter essere utilizzato per realizzare forzatamente una equiparazione ingiustificata tra situazioni di diversa natura e rilievo sociale". " Si deve in proposito ricordare - si aggiunge - che il principio di eguaglianza (articolo 3, comma 1, Costituzione) vieta di trattare in modo eguale situazioni oggettivamente diverse. Un simile provvedimento, che vorrebbe presentarsi come una misura antidiscriminatoria, finisce cosi' per introdurre nelle politiche abitative una previsione normativa che oggettivamente discrimina le famiglie fondate sul matrimonio. Con questa delibera il consiglio comunale di Venezia non tiene in considerazione la responsabilita' che un uomo e una donna, con il matrimonio, si assumono pubblicamente e sottovaluta il senso della famiglia come fattore di progresso, risorsa e capitale umano e sociale. Di fatto, il risultato concreto della delibera non e' quello di ampliare il novero dei beneficiari, ma piuttosto di appiattire eventuali benefici riducendo la disponibilita' nei confronti delle famiglie fondate sul matrimonio. (AGI) Crc/Mld


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